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Lettera aperta del Dirigente Scolastico

Cari genitori e alunni, docenti

Stiamo affrontando tempi non facili, preoccupanti e contradditori. In un momento in cui i nostri riferimenti spazio-temporali sono cambiati diventa fondamentale riflettere su ciò che sta accadendo a noi, alle nostre famiglie, alla comunità a cui apparteniamo. E’ in questi momenti in cui la fragilità, che ci accomuna, ci spinge a liberarci di tante sovrastrutture che attanagliano la vita di tutti i giorni e a cogliere l’importanza e la bellezza dei rapporti e delle relazioni umane.  Sì perché sappiamo che “fare scuola” è soprattutto relazione con i ragazzi, dialogo, sguardi, empatia, ed è per questo che la scuola si è attivata, da subito,  per trovare un modo diverso ma ugualmente efficace per ripristinare un rapporto personale con i propri alunni. Perché come dice il dott. Iosa (dirigente tecnico in congedo) “ Non lasciare soli i ragazzi è essenziale. È pedagogia pura…… bambini e alunni hanno bisogno di sentire che li pensiamo, che li vogliamo, che ci dispiace non stare fisicamente con loro. Che queste “vacanze” non ci piacciono. Ci vuole solidarietà educativa vera. Che sia col computer, col telefono, col piccione viaggiatore va bene tutto…L’epoca chiede fantasia e passione per una straordinaria solidarietà…”

Ebbene tutti i docenti (che ringrazio di cuore) si sono subito prodigati in tal senso, utilizzando diversi strumenti metodologici, nel segno della libertà di insegnamento e secondo  l’età e l’autonomia degli studenti. Si tratta, però, di una sperimentazione in atto che può portare a delle criticità, che vanno affrontate serenamente in una relazione di reciproco rispetto e stima tra le famiglie e i docenti. Preciso che lo strumento ufficiale per comunicare attività didattiche rimane il registro elettronico. Altri strumenti, in aggiunta, che molti docenti hanno utilizzato sono stati scelti sulla base di attività pregresse nel nostro istituto o strumenti nuovi che hanno sempre previsto prima una attività di conoscenza e di consolidamento dell’uso dello  strumento stesso  e solo dopo  sono state svolte  attività di rilevanza didattico-educativa. Nessun insegnante ha mai imposto le proprie scelte metodologiche e strumentali. Forse in un epoca dove si parla tanto di nativi digitali, ci si accorge che in realtà i nostri ragazzi non sono in grado di usare correttamente le tecnologie di comunicazione. Anche questa è una sfida!! Perciò noi come scuola facciamo la nostra parte ma voi genitori supportate i vostri figli e non sostituitevi a loro. I ragazzi in modo responsabile capiranno come orientarsi rispetto ai vari strumenti della “didattica a distanza” e impareranno a rispondere adeguatamente. In questo modo acquisteranno quelle che nel mondo del lavoro vengono definite “soft skills”, autonomia-capacità di adattamento-gestione delle informazioni-spirito di iniziativa, per citarne alcune.

Colgo l’occasione per informarvi che chi avesse difficoltà, può fare richiesta alla scuola di tablet in comodato d’uso.

Concludo con una frase di de Saint-Exupéry (Il piccolo principe) “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Il Dirigente Scolastico

Prof.ssa Maria Lombardi

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